Arenella/Vomero: caro affitti e pochi affari, è boom di negozi chiusi. Ciro Manzo (F.d.I)Investimenti sospetti! Chiediamo interventi governativi.

         

 

Pasqua amara per il commercio napoletano. Calano per sempre le saracinesche per 13 negozi tra il Vomero e l’Arenella. Ed è un segnale inquietantissimo se si pensa che stiamo parlando di uno dei «polmoni» commerciali del capoluogo campano: e la colpa, ancora una volta, ricade sul caro-fitti, una piaga che sta stravolgendo le sane regole del mercato e della libera concorrenza, che oramai libera non lo è più. il problema è a monte – dichiara il Portavoce collinare di Fratelli d’Italia – Ciro Manzo – che aggiunge , se non facciamo come TRUMP che “obbliga” i cittadini a comprare la merce prodotta nel proprio paese, aumentando i dazi con la cina e quindi arrivando a parità prezzo tutti sceglierebbero di comprare il made in italy . La gente crede di risparmiare comprando il cinese, che manda tutti i soldi incassati nel proprio paese senza spenderne neanche 1€ in italia, fate voi due conti….e poi in assenza di controlli (Vigili urbani completamente scomparsi dalla strada), quelli abusivi che vendono sui marciapiedi davanti ai negozi non hanno nessun problema con l’affitto….

Donna estorce denaro alla madre con la violenza, arrestata al Vomero- Ciro Manzo (FdI) Avevamo lanciato un’allarme circa un aumento certificato di uso di droghe in zona collinare.

I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno tratto in arresto per estorsione e per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali una 41enne del Vomero che vive con i genitori. Quando i carabinieri sono intervenuti nella sua casa stava estorcendo soldi alla madre, verosimilmente per comprare droga. La donna è stata bloccata dai militari, chiamati da vicini allarmati dalle urla. I carabinieri hanno fermato la 41enne mentre aggrediva la madre 74enne a schiaffi e strattoni. La vittima ha riportato lesioni guaribili in 3 giorni a parere dei sanitari del 118 intervenuti in casa. La 41enne è stata tratta in arresto e tradotta nel carcere di Pozzuoli. Pochi giorni addietro- afferma Ciro Manzo – portavoce collinare di Fratelli d’Italia – lanciavamo un allarme circa i dati pubblicati a seguito di una ricerca Espad che evidenziava  che in Campania, Napoli e in particolar modo la zona collinare vi  è la più alta percentuale dei giovani che hanno assunto spice, ovvero cannabinoidi sintetici, e NPS, sostanze di recente sintetizzazione che sono legali per un buco normativo. I dati della ricerca saranno diffusi in un incontro indetto per il giorno 4 Maggio ore 18.00, organizzato dalla sezione di Fratelli d’Italia Arenella/Vomero sedente al Rione Alto in Via Pasquale del Torto n.1

post

5^Municipalità: Borgo Antico di Antignano. Processione del Gesù Risorto. Presenza non gradita, quella del Presidente della Municipalità, reo di aver cancellato la “memoria storica”di Antignano

5^ Municipalità. Borgo Antico di Antignano. A Pasqua affollata processione. Una tradizione antica che risale al 1400. La processione di Pasqua denominata “Mistero di Antignano” che si svolge essenzialmente al Borgo Antico di Antignano e poi per le successive strade del Vomero, anche quest’anno ha visto una numerosissima partecipazione di concittadini. Quattro statue portate in spalla e realizzate in legno dipinto. Una festa importante per la zona collinare che tramanda una delle sue più antiche tradizioni popolari. Unica nota stonata o meglio presenza non gradita è stata quella del Presidente della Municipalità, Arc. Paolo De Luca, che da solo, in assenza dei consiglieri municipali e suoi assessori, ha indossato la fascia tricolore e si pavoneggiava tra il disinteresse della folla. Infatti al noto presidente – conclude il Portavoce di Fratelli d’Italia per la zona collinare – Ciro Manzo – non gli si perdona di aver di fatto cancellato la “memoria storica” del mercatino rionale di Antignano risalente al secolo scorso per dare vita  a ristoranti e pub. Infatti, Antignano,nasce al tempo dei Romani come un semplice nucleo abitativo rurale, sulla via Puteolis Neapolim per colles strada che prima dello scavo della galleria di collegamento tra Fuorigrotta e Mergellina costituiva l’unico collegamento via terra tra la zona flegrea e la città. Intorno al II secolo d.C. la strada fu risistemata e chiamata via Antiniana’’ (o da ante Agnano in quanto posta di fronte al piccolo Lago di Agnano, da secoli prosciugato, o dall’aggettivo Antonianum, in riferimento ad un particolare proprietario della zona). Agli inizi del Medioevo lungo quella strada e le altre vie consolari che univano Napoli a Nola, ad Atella, a Capua e a Cuma, si formarono innumerevoli piccoli insediamenti agricoli che furono chiamati “casali”; ed Antignano risulta, fin dal tempo ducale, uno degli oltre cinquanta casali che circondavano Napoli, i cui abitanti scendevano nella città a vendere prodotti agricoli.  In epoca borbonica Antignano fu un punto nevralgico del Dazio, di cui si conserva ancora la sede, un piccolo edificio a due archi sul cui fianco campeggia l’iscrizione: “Qui si paga per gli regj censali”

Napoli e zona collinare: aumenta il consumo di droghe sintetizzate in laboratori improvvisati. Buco normativo!

Una ricerca Espad evidenzia che in Campania è più alta la percentuale dei giovani che hanno assunto spice, ovvero cannabinoidi sintetici, e NPS, sostanze di recente sintetizzazione che sono legali per un buco normativo. I dati saranno diffusi in un incontro indetto per il giorno 4 Maggio ore 18.00, organizzato dalla sezione di Fratelli d’Italia  Arenella/Vomero sedente al Rione Alto in Via Pasquale del Torto n.1 . Discuteranno di questo grave problema sociale ed in particolar modo anche sulle dipendenze patologiche da alcol e droga. I dati sono saranno diffusi nel corso del convegno sulle dipendenze patologiche che affligono i giovani del quartiere collinare e della città di Napoli. Interverranno: il direttore generale dell’Asl, il  coordinatore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Azienda Sanitaria, il  direttore della Divisione Prevenzione e Salute dell’Onu dedicata alle droghe e al crimine, il  responsabile del Laboratorio di Epidemiologia e Ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR. Al centro dell’incontro, i dati della ricerca Espad “Progetto di ricerca europeo sul consumo di droghe e alcol tra gli studenti”. L’indagine è stata svolta nel 2017 e chiusa nel 2018 e ha interessato i ragazzi campani tra i 15 e i 19 anni. Organizzatore del convegno il portavoce/coordinatore del partito Fratelli d’Italia per la zona collinare, Ciro Manzo, che conclude –  Ho sentito il bisogno di organizzare questo incontro al fine di dare delle esatte informazioni sul consumo di spice a Napoli e in particolare per la zona collinare in quanto  è aumentato negli ultimi anni. I ragazzi in molti casi non sanno nemmeno distinguerla da marijuana e hashish. Eppure le spice sono molto pericolose perchè, essendo sintetizzate in laboratori improvvisati, possono contenere mix non controllati di sostanze. Il loro successo è dovuto al basso costo e al fatto che, essendo inodore, non vengono trovate dai cani antidroga”. Discorso simile,  – spiega Manzo -vale anche per le NPS, anche queste ottenute in laboratori e con scarsi controlli e diffuse in virtù del costo basso. La componente genetica che determina la dipendenza patologica, vale per circa il 50% delle diverse cause che spingono alla dipendenza. Le condizioni di vita e di crescita, però, possono annullare lo svantaggio genetico. Per questo motivo è importante il ruolo dei genitori e della famiglia.

post

Un Plauso al nostro Consigliere Comunale Andrea Santoro

Un nuovo caso di assegnazione di alloggi ai parenti di un camorrista.
Lo ha denunciato senza mezzi termini in Consiglio comunale l’esponente di Fratelli d’Italia – NapoliAndrea Santoro che è anche coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni.
Questo il racconto del consigliere Santoro: «Una donna ha fatto richiesta di un alloggio comunale. Gli uffici, fatte le dovute verifiche, hanno rigettato la domanda perchè era emerso che la signora è la moglie di un pregiudicato, un camorrista affiliato ad uno dei clan più sanguinari della città. Poi all’improvviso qualcosa è cambiato, nel mese di marzo, durante il passaggio di consegne tra dirigenti voluto dal Sindaco De Magistris che dal primo aprile ha stravolto l’organigramma dei Servizi comunali. La donna presenta istanza di riesame, motivando che ella si sarebbe nel frattempo separata dallo scomodo marito. Gli uffici comunali in autotutela decidono di annullare il diniego originario. Ergo, assegnano l’alloggio alla moglie del camorrista».
«Pretendo chiarimenti -ha dichiarato l’esponente di Fratelli d’Italia– perchè occorre essere intransigenti su certi temi. Il sospetto è che la separazione della signora sia fittizia e che addirittura il suggerimento possa essere partito da qualcuno interno alla macchina comunale. De Magistris ha il dovere di fare piena luce su questa vicenda, non si possono assegnare alloggi comunali ai parenti dei camorristi. È un dato ormai acclarato che i clan della #camorra abbiano insediato le proprie roccaforti nei rioni di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di #Napoli, spesso e volentieri buttando fuori i legittimi assegnatari». Conclude Ciro Manzo – portavoce del partito Fratelli d’Italia per la zona collinare: L’azione di controllo amministrativo del nostro Consigliere Comunale , sarà in assenza di verifiche da parte del Sindaco, oggetto di un Esposto alla Magistratura napoletano al fine di aprire una inchiesta giudiziaria.

Crollo Incurabili, scatta l’inchiesta. Manzo (F.d.I): l’ipotesi è di carenze nella manutenzione „Un pool di esperti nominati dalla procura ha già fatto un sopralluogo nelle aree oggetto del cedimento“

Crollo Incurabili, scatta l’inchiesta: l’ipotesi è di carenze nella manutenzione
La procura della Repubblica di Napoli indaga sul Complesso degli Incurabili, oggetto da diverse settimane di un grave cedimento strutturale che ha coinvolto la Farmacia settecentesca e la chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. E’ quanto dichiara il portavoce per la zona collinare per il partito Fratelli d’Italia,Ciro Manzo. Un gruppo di consulenti è già stato nominato dai magistrati ed ha effettuato un’ispezione nelle aree colpite dal crollo: ne fanno parte Luciano Nunziante, docente di Scienze delle Costruzioni, oltre che da un architetto e da un geologo. Con loro anche agenti della municipale, carabinieri e vigili del fuoco. Nuova tegola sul Sindaco di Napoli, ma sopratutto per i vertici dell’Ufficio tecnico del Comune di Napoli. La città- conclude Manzo – ha,  bisogno urgente di un’alternativa che veda la partecipazione attiva dei cittadini. La struttura, unitamente all’antica Farmacia è stata chiusa, smentendo definitivamente l’attuale Amministrazione; il trasporto pubblico è ormai quasi inesistente, evidenziando l’inconsistenza della tanto pubblicizzata filiera istituzionale; il piano traffico attualmente in vigore rende difficoltoso ogni spostamento, anche a causa dell’assenza di servizi che offrano ai cittadini una valida alternativa all’ auto; il commercio di Napoli, che per anni ha reso attrattiva questa città, vive un tragico momento di crisi senza che l’attuale Amministrazione abbia provato ad immaginare iniziative per favorirne una ripresa; le periferie sono state lasciate colpevolmente al loro destino; la condizione delle strade e più in generale il degrado urbano della città vive un declino quasi irreversibile. Questa è la Napoli di De Magistris!  Auspico che insieme alle elezioni regionali indette per l’anno prossimo, si possa votare anche per il rinnovo del Consiglio Comunale di Napoli al fine di far rinascere una città che oggi è morente!

 

 

post

De Magistris: “Mi candido alle Regionali”. Ciro Manzo: Bene. Sicuramente sarà una quisquilia per il centro destra!

De Magistris: “Mi candido alle Regionali”
„Le posso dire che ci candideremo alla Regione Campania fra un anno, questo sicuramente”. Queste le parole di Luigi Magistris, sindaco di Napoli, ad Agorà Rai Tre, condotto da Serena Bortone, sul suo futuro politico.“ Ciro Manzo – portavoce/coordinatore di Fratelli d’Italia per la zona collinare: E’ una bella notizia, perchè con la candidatura di De Magistris alle regionali…..sicuramente vincerà il centro destra,…Sarà una vera quisquilia e per il Sindaco di Napoli sarà una certa disfatta. Infatti – aggiunge Manzo – Sei anni. Da tanto dura la lunga crisi del Comune di Napoli, alle prese con un difficile piano di riequilibrio dei conti pubblici che rischia, a breve, di trasformarsi in un tremendo default. Se fino a pochi mesi fa la prospettiva era remota, oggi si fa sempre più concreta. Costringendo il sindaco De Magistris a chiedere aiuto al tanto vituperato governo. Infatti, Le passività di Napoli ammontano  a oltre 2,5 miliardi di euro, frutto di una malagestione che l’amministrazione dell’ex magistrato non è riuscita ad invertire. Ciclicamente emergono nuovi debiti fuori bilancio, frutto di una continua discrasia tra le entrate previste e quelle effettive dovuta ad una “strutturale incapacità di riscossione“, aveva sentenziato nel 2017 la Corte dei Conti. I cittadini Napoletani non vedono l’ora di mandarlo a casa e le elezioni regionali sanciranno il definitivo default del Sindaco.

 

 

Santobono, bimbo di 3 anni muore dopo un’operazione. Le accuse della madre

Potrebbe diventare un caso la morte di un bambino di soli tre anni avvenuta, all’ospedale Santobono di Napoli, lo scorso 18 marzo. Il piccolo era stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un cancro al cervelletto. Come riportato dal Portavoce/coordinatore collinare di Fratelli D’Italia, Ciro Manzo. La madre “riferisce di gravi carenze durante la degenza del figlio”. Manzo, ha chiesto, con una nota, alla direzione sanitaria dell’ospedale l’apertura di un’inchiesta interna per fare luce sulla vicenda. La donna ha spiegato: “Dall’uscita dalla sala operatoria alla morte di mio figlio, avvenuta un mese dopo a causa di un’infezione, ho avuto modo di riscontrare una serie di carenze“. Gravi accuse che potrebbero dalla magistratura, aprire una inchiesta giudiziaria.

 

post

quello che la Chiesa non ci dice…..

Dagli inizi dell’umanità ci si è posto l’interrogativo: perché il male? Perché le malattie? Non potendo trovare la risposta nell ’umano, si è ricercata nel divino, nella religione anziché nella condizione esistenziale dell’uomo…

SACRALITÀ DELLA VITA O DELL’UOMO?

Perché le malattie?

Dagli inizi dell’umanità ci si è posto l’interrogativo: perché il male? Perché le malattie?

Non potendo trovare la risposta nell’umano, si è ricercata nel divino, nella religione anziché nella condizione esistenziale dell’uomo. E la risposta della religione fu che esistevano due divinità, una buona, ed era il Dio Creatore, quello della Vita, del Benessere, della Salute, e una divinità malvagia, ed era il Dio della Morte, della Malattia, della Povertà. Questa spiegazione era molto semplice, ma risolveva efficacemente il problema del perché della malattia, e della morte

Il Dio unico di Israele

I problemi cominciarono a sorgere in Israele quando progressivamente questo popolo arrivò alla concezione di un unico Dio, il dio d’Israele, JHWH. Eliminata la divinità negativa, tutto, il bene e il male, la vita e la morte, la salute e la malattia, vennero attribuite a questo solo Dio: “Bene e male, vita e morte, tutto proviene da JHWH  ” (Sir 11,14).

Il continuo progresso teologico e spirituale del popolo d’Israele lo portò poi mano mano a eliminare ogni elemento negativo nella figura del suo Dio, escludendolo definitivamente come autore del male, che però restava, con il suo contorno di malattia, di povertà, di morte, di disgrazie.

L’invenzione del Peccato

Per risolvere questo problema si creò una figura teologica che tanto ha influito e ancora purtroppo influisce nella vita dei credenti, quella del peccato inteso come trasgressione alla legge divina. Pertanto non era Dio l’autore del male, e delle malattie, ma l’uomo, con il suo peccato, era responsabile del giusto castigo divino. Per discolpare Dio del male, si accusava l’uomo: le malattie diventano così il castigo di Dio per i peccati degli uomini, come insegna la Bibbia: “Non giunge al giusto alcun malanno, gli empi invece son pieni di mali” (Pr 12:21); “Chi pecca contro il proprio creatore cade nelle mani del medico” (Sir 38,15).

L’obbedienza a Dio era pertanto garanzia di vita e di salute:

“Servirete JHWH, il vostro Dio, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; io allontanerò la malattia di mezzo a te” (Es 23:25); “Ascoltami, o figlio, non mi disprezzare, alla fine troverai vere le mie parole. Sii diligente in tutte le tue opere e la malattia non ti avvicinerà” (Sir 31:22).

Mentre la trasgressione alla legge divina era severamente punita: “Dopo tutto questo JHWH lo colpì [re Ioram] con una malattia intestinale inguaribile. Andò avanti per più di un anno; verso la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità della malattia e così morì fra dolori atroci” (2 Cr  21:18-19).

La realtà mostrava però la non veridicità e la fragilità di questa teologia, in quanto l’esperienza rivelava che gli empi vivevano lungamente tra agi e ricchezze, mentre le persone pie e buone soffrivano malattie, miseria e morte precoce. Questa incoerenza tra teologia ed esperienza dell’uomo venne corretta, inasprendo però la figura di Dio. Pur di non smentire la dottrina, si arrivò infatti a colpevolizzare l’uomo per colpe e peccati non suoi. Infatti il castigo di Dio si estendeva non solo sui colpevoli, ma anche sui loro diretti discendenti, pertanto non c’era scampo alla sua punizione: “YHWH è lento all’ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione”(Nm 14,18; Dt 5,9; Es 20,5).

La contestazione di Ezechiele

Questa teologia molto primitiva e oggettivamente traballante e ingiusta venne contestata dal profeta Ezechiele per il quale ogni persona era responsabile del suo castigo:

“Voi dite: Perché il figlio non sconta l’iniquità del padre? – Perché il figlio ha agito secondo giustizia e rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li ha messi in pratica, perciò egli vivrà. Chi pecca morirà; il figlio non sconterà l’iniquità del padre, né il padre non l’iniquità del figlio! Sul giusto rimarrà la sua giustizia e sul malvagio la sua malvagità” (Ez 18,19-20).

La logica di Giobbe

Quindi ognuno sconta il proprio peccato. Ed era già un passo avanti. Ma anche questa teologia non era del tutto convincente, in quanto la pratica quotidiana dimostrava il contrario: persone malvage che vivevano bene e persone pie colpite da tutti le malattie. Sicché anche questa teologia viene contestata dall’autore del Libro di Giobbe (sec. V?), dove viene presentato l’uomo più buono e pio della terra, colpito da ogni sorta di male e malattia, a dimostrazione che non era vero che il male era una punizione per le colpe degli uomini, ma che andava fatalmente accettato: “Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?”(Gb 2,10).

Pertanto si tornava daccapo: tutto proveniva da Dio, il bene come il male, e il problema del perché il male e le malattie restò senza soluzione, continuando però a persistere la convinzione dello stretto legame tra la malattia, il peccato dell’uomo e quindi l’infermità come castigo divino.

La responsabilità della Chiesa

Questa relazione tra la malattia e la colpa dell’uomo è penetrata mettendo le radici nell’intimo delle persone, e nonostante Gesù abbia smentito categoricamente alcuna relazione tra la malattia e il peccato, questo fa che le persone quando vengono a conoscenza di essere affette da una malattia hanno dapprima una reazione di incredulità (Non è possibile!), poi di rifiuto/rabbia (Perché proprio a me?) e infine il devastante senso di colpa: Che cosa ho fatto di male per meritare questo?

Enorme è la responsabilità della Chiesa che ignorando il messaggio evangelico ha favorito la categoria veterotestamentaria della malattia come conseguenza del peccato. E così il concetto del castigo divino è stato inculcato generazione dopo generazione fin dalla più tenera età, cominciando dai bambini, che venivano al mondo già gravati da una colpa, il peccato originale, e ai quali veniva fin dalla più tenera età insegnato l’Atto di Dolore: Mi pento con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi… Questa orazione, strettamente legata al sacramento della Confessione, è stata trasmessa inalterata di generazione in generazione con l’unica leggera variante del passaggio dal voi al tu (da vostri a tuoi castighi).

La Chiesa è responsabile di aver continuamente alimentato il senso di colpa nelle persone, basta pensare la formula liturgica dell’atto penitenziale nella celebrazione eucaristica, il Confiteor, dove il fedele si deve battere il petto accompagnandolo dall’espressione: “Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni per mia colpamia colpamia grandissima colpa …”. Tutti, giovani e anziani, bambini e persone mature, tutti accomunati dalla grandissima colpa.

Religione imposta

Come è stata possibile questa deriva dal messaggio evangelico, portatore di gioia e serenità agli uomini, amati da Dio indipendentemente dal loro comportamento? Un Padre che, secondo Gesù, non ama gli uomini per i loro meriti, ma per i loro bisogni (Lc 18,9-14), un Dio che non solo non castiga i cattivi, ma che è benevolo verso gli ingrati e i malvagi (Lc 6,35)?

La frattura è databile tra il terzo e il quarto secolo, quando il cristianesimo da fede perseguitata si trovò a essere, per vicende storico-politiche, religione imposta. Ma non si può imporre nulla con il vangelo, tutto incentrato sull’amore di Dio, e allora si ricorre alla paura del castigo divino, al terrore che suscita l’idea di una pena eterna, senza fine, l’inferno.

Per questo gradualmente la Chiesa ha abbandonato il Vangelo di Gesù e si è orientata sempre più verso la Legge di Mosè. Mentre Gesù voleva portare Dio agli uomini, e l’unico modo per farlo era attraverso la misericordia, la Chiesa decise di portare gli uomini a Dio, attraverso l’obbedienza alla sua legge. Se Gesù aveva dichiarato, facendo sue le parole del Signore nel profeta Osea “Voglio la misericordia e non il sacrificio” (Os 6,6; Mt 9,13; 12,7), la Chiesa dimenticò la misericordia e si incentrò tutta sul sacrificio, abbandonando di fatto il vangelo di Gesù per la Legge di Mosè, preferendo il Decalogo alle Beatitudini.

Spiritualità del dolore

La malattia venne così vista sempre più come necessaria espiazione per le offese recate a Dio, e il dolore anziché essere alleviato divenne la via maestra per la santificazione, sofferenza che se non era presente nella vita del credente andava ricercata, dando via libera a quanto di più tenebroso abita nel profondo dell’uomo, in un crescendo di sadomasochismo mascherato da spiritualità, e chiamato penitenza, sacrificio, mortificazione¸ vocaboli assenti in Gesù.

Sicché la malattia anziché essere combattuta, era vista come un dono, una strada privilegiata offerta da Dio per unirsi ai dolori e alle sofferenze di Gesù nella sua Passione, e le sofferenze venivano offerte a Dio quale espiazione per le proprie colpe, per la salvezza dei peccatori, e quella delle anime sante del purgatorio… Più si soffriva e più si era certi di essere in comunione con Dio.

Espressione di questa deriva è la risposta che Madre Teresa di Calcutta, diede a un malato di cancro che gridava i suoi dolori atroci: “Stai soffrendo come Cristo in croce, di sicuro Gesù ti sta baciando!” , e lui che risponde “Per favore digli di smettere di baciarmi”.

A giustificare tale delirio, si creò tutto un repertorio di espressioni o versetti biblici completamente estrapolati dal loro contesto, estraniati, manipolati, quali: È la volontà di Dio… Non cade foglia senza che Dio non voglia… È la croce del Signore… È una prova… Il Padre pota… ecc.

Il risultato è stato quello di una mistica del dolore, una spiritualità lugubre, listata a lutto, della quale ancora portiamo le conseguenze e che avrebbe bisogno di atti coraggiosi per sostituire formule teologiche e preghiere senz’altro degne di rispetto, di venerazione, ma non più in sintonia con il messaggio di Gesù e con la dignità dell’uomo. Se non si ha il coraggio di porre il vino nuovo in otri nuovi (Mc 2,22), si continua a intossicare l’animo delle persone con riti, liturgie, preghiere che vanno collocate con rispetto e onore nel museo della Chiesa ma non nella vita dei credenti.