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5^Municipalità: Borgo Antico di Antignano. Processione del Gesù Risorto. Presenza non gradita, quella del Presidente della Municipalità, reo di aver cancellato la “memoria storica”di Antignano

5^ Municipalità. Borgo Antico di Antignano. A Pasqua affollata processione. Una tradizione antica che risale al 1400. La processione di Pasqua denominata “Mistero di Antignano” che si svolge essenzialmente al Borgo Antico di Antignano e poi per le successive strade del Vomero, anche quest’anno ha visto una numerosissima partecipazione di concittadini. Quattro statue portate in spalla e realizzate in legno dipinto. Una festa importante per la zona collinare che tramanda una delle sue più antiche tradizioni popolari. Unica nota stonata o meglio presenza non gradita è stata quella del Presidente della Municipalità, Arc. Paolo De Luca, che da solo, in assenza dei consiglieri municipali e suoi assessori, ha indossato la fascia tricolore e si pavoneggiava tra il disinteresse della folla. Infatti al noto presidente – conclude il Portavoce di Fratelli d’Italia per la zona collinare – Ciro Manzo – non gli si perdona di aver di fatto cancellato la “memoria storica” del mercatino rionale di Antignano risalente al secolo scorso per dare vita  a ristoranti e pub. Infatti, Antignano,nasce al tempo dei Romani come un semplice nucleo abitativo rurale, sulla via Puteolis Neapolim per colles strada che prima dello scavo della galleria di collegamento tra Fuorigrotta e Mergellina costituiva l’unico collegamento via terra tra la zona flegrea e la città. Intorno al II secolo d.C. la strada fu risistemata e chiamata via Antiniana’’ (o da ante Agnano in quanto posta di fronte al piccolo Lago di Agnano, da secoli prosciugato, o dall’aggettivo Antonianum, in riferimento ad un particolare proprietario della zona). Agli inizi del Medioevo lungo quella strada e le altre vie consolari che univano Napoli a Nola, ad Atella, a Capua e a Cuma, si formarono innumerevoli piccoli insediamenti agricoli che furono chiamati “casali”; ed Antignano risulta, fin dal tempo ducale, uno degli oltre cinquanta casali che circondavano Napoli, i cui abitanti scendevano nella città a vendere prodotti agricoli.  In epoca borbonica Antignano fu un punto nevralgico del Dazio, di cui si conserva ancora la sede, un piccolo edificio a due archi sul cui fianco campeggia l’iscrizione: “Qui si paga per gli regj censali”

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